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La
Facoltà di Giurisprudenza è impegnata dall'anno
accademico 2003-2004 nel progetto: "Formazione a distanza":
nei centri didattici distaccati dei comuni di Budoni, Elini, Ghilarza,
La Maddalena, Tempio Pausania vengono trasmesse in diretta e in
videoconferenza le lezioni dei corsi di laurea triennali. In questi
centri didattici sono presenti tutor d'aula, tre aule di lezioni
per ogni anno di corso di laurea trasmesso, una biblioteca giuridica,
un'aula di informatica e di studio per gli studenti partecipanti
al progetto.
L'intervento che pubblichiamo di seguito è del Preside
della Facoltà di Giurisprudenza di Sassari prof. Giovanni
Lobrano ed è stato inviato dall'Amministrazione dell'Università
degli Studi di Sassari alla CRUI (Conferenza permanente dei Rettori
delle Università italiane), nell'ambito della ricerca -
svolta dalla CRUI stessa - sulle attività di e-learnig
delle Università italiane. In particolare, l'ateneo sassarese
ha presentato l'attività della Facoltà di Giurisprudenza
come paradigmatica per la formazione a distanza.
Premessa
I corsi di laurea a distanza organizzati dalla Università
degli studi di Sassari - Facoltà di Giurisprudenza sono
frutto di una progettazione originale: non sono una versione minore
e approssimata del modello 'standard' di Università a distanza
e di "e-learning" universitario.
1. Caratteristiche inquietanti del modello 'standard' di Università
a distanza;
2. Il modello sperimentato dalla Università degli studi
di Sassari;
3. Caratteristiche positive, attuali e potenziali, del modello
sassarese
1.
Caratteristiche inquietanti del modello 'standard' di Università
a distanza
Il modello 'standard' presenta caratteristiche inquietanti. Esse
consistono non tanto nel venir meno del 'rapporto umano' tra docenti
e discenti quanto piuttosto nel prescindere dalla caratteristica
storica essenziale di comunità-territoriale propria della
Università in generale e, in particolare, dei suoi discenti.
La Universitas delle origini è cosmopolita, ma il suo cosmopolitismo
è declinato sempre e necessariamente in comunità
territoriali. Il continuum della cultura mediterranea antica ed
europea medievale-moderna, la quale ha prodotto l'unicum della
Universitas studiorum, non dissocia mai la comunità dal
territorio.
Il modello 'standard' di "e-learning" universitario,
il quale prevede il lancio di un messaggio didattico in incertam
personam, per fruitori individuali e tra loro isolati per luogo
e tempo di fruizione del messaggio, rischia di vulnerare gravemente
la specificità storica della Università, con conseguenze
negative per il sistema universitario, che non possiamo qui esaminare
in tutte le loro implicazioni. Non è difficile, però,
immaginare uno scenario inquietante di fine della pax universitaria,
fondata storicamente sul principio della competenza territoriale
e sacrificata, ora, ad una competizione forsennata di fine se
stessa, con il rischio di un monopolio o oligopolio di una o poche
mega-università virtuali e di espulsione di piccole e medie
Università reali.
La soluzione dei problemi posti dal modello 'standard' non può
consistere nel rifiuto della modernità. Occorre sottrarsi
sia alla subordinazione della Università alla logica stravolgente
di una informatica 'globalizzata' sia alla tenta-zione della conservazione
reazionaria. La soluzione consiste nell'asservire le tecnologie
più avanzate (nel caso, della comunicazione) alle caratteristiche
essenziali e irrinunciabili della attività universitaria,
le quali vanno opportunamente individuate, sia in termini assoluti
sia in relazione agli "hic et nunc" molteplici. È
questo il còmpito proprio di Università non più
appendici burocratiche del Ministero ma realmente autonome.
2.
Il modello della Università degli studi di Sassari
I corsi di laurea a distanza organizzati dalla Università
degli studi di Sassari - Facoltà di Giurisprudenza sono
gli stessi di cui fruiscono, nello stesso momento, i discenti
'normalmente' frequentanti. Essi sono svolti, però, in
video-conferenza (con possibilità, cioè, di interlocuzione
reciproca) e diretti in maniera precisa a comunità di studenti
di comunità locali già gravitanti sulla nostra sede
accademica e individuate con criteri di priorità geo-politica
altrettanto precisi. Il primo Comune collegato è stato,
nell'a.a. 2002/03, il Comune di Elini, di 500 abitanti, ubicato
nel cuore dell'Ogliastra, a circa 200 chilometri dalla Città
di Sassari Gli studenti dei nostri corsi a distanza partecipano
insieme alle lezioni, in "Centri didattici" appositi,
predisposti dai Comuni rispettivi, i quali - per convenzione -
devono dotarsi - oltre le aule per le lezioni - almeno di una
piccola biblioteca di base, con sala di lettura e collegamento
'internet'. In questo modo, consentiamo di accedere alla Università
a un numero potenzialmente assai elevato di studenti, altrimenti
impossibilitati a farlo per ragioni economiche. Questo risultato
è già di per sé importante, specialmente
nella Regione Sardegna, presa nella tenaglia di una scolarizzazione
drammaticamente bassa (1)
e di costi per la fruizione della didattica insostenibili dagli
studenti residenti fuori della sede universitaria: circa 15-20
volte l'ammontare delle tasse universitarie (2),
tenute invano basse, con sacrifici gravi dell'Ateneo. Questo risultato
non è però l'unico che ci interessa.
Perseguiamo inoltre l'obiettivo strategico di promuovere e sostenere
la formazione, anche nei piccoli Comuni, di gruppi di giovani
intellettuali, i quali vivano insieme la esperienza universitaria
senza doversi sradicare dalle proprie comunità e dai propri
territori (3).
Tra queste comunità locali abbiamo iniziato con il privilegiare
Comuni piccoli o medio-piccoli, i quali sperimentano i problemi
della emigra-zione giovanile e intellettuale, se non proprio dello
spopolamento: afflizione grave e diffusa della nostra Regione,
le cui risorse uniche sono precisamente (come in - e per tutte
le Regioni) il proprio territorio e le comunità che lo
'coltivano'. Nel quadro - peraltro oramai obbligato - delle opportunità
e delle responsabilità che le vengono dal nuovo status
di autonomia tra le autonomie, la Università degli Studi
di Sassari ha avviato una riflessione sui problemi e sulle opportunità
del contesto socio-economico nel quale essa è chiamata
ad operare e ha in-dividuato nella tutela e nella valorizzazione
dei poteri e dei saperi locali una linea fondamentale di sviluppo
se non - addirittura - di riscatto. La diffusione - così
strutturata - della nostra presenza ci appare - pertanto - soluzione
necessaria.
3.
Caratteristiche positive, attuali e potenziali, del modello sassarese
Il progetto della Università degli Studi di Sassari ha
non soltanto il vantaggio negativo di non rischiare la evocazione
di spettri poi difficilmente esorcizzabili; esso presenta caratteristiche
positive specifiche.
Alcune caratteristiche positive sono già conso-lidate.
Oltre quelle, appena ricordate: a) la possibilità di studio
universitario per chi altrimenti non l'avrebbe, b) la presenza
di una componente sociale universitaria nei Comuni costruita di
intesa con gli stessi Comuni e c) la medesima didattica proposta
nella sede universitaria centrale; segnaliamo soltanto alcuni
altri elementi principali: d) la possibilità di estendere
facilmente il servizio ad altri corsi di studio oltre quelli giuridici
già attivati; e) la possibilità di costruire un
sistema 'in rete', nel quale si tra-smetta -oltre che ricevere-
da tutti i "Centri" collegati; f) i costi veramente
molto bassi, per cui non si impegnano risorse economiche tali
da danneggiare altre opzioni già in atto o da rendere impossibili
altre opzioni future.
Il progetto è, tuttavia, in divenire ed ha margini molto
ampi di miglioramento. I margini di aggiustamento e di adattamento
sono essi stessi elementi di positività. In particolare,
si apre il campo della collaborazione tra Università (reali!)
anche nella dimensione sopranazionale: sempre senza perdere l'ancoraggio
alla dimensione territoriale del proprio teatro operativo, nel
nostro caso: la dimensione mediterranea. Abbiamo già programmato
la attivazione, con la tecnica della video-conferenza, di un 'Master'
universitario di II livello (in materia di "Integrazione
europea delle autonomie locali") tra la Università
degli studi di Sassari - Facoltà di Giurisprudenza e la
Università di Corsica "Pasquale Paoli" - Faculté
de Droit. Pensiamo di estenderlo alla Università delle
Isole Baleari. Per gli sviluppi ulteriori, si vedrà.
La Università degli studi di Sassari auspica la diffusione
e il perfezionamento di questo modello di Università a
distanza ed è pronta a perseguirli in collaborazione con
le altre Università nel quadro della CRUI e con il MAE,
con uno scambio di esperienze e con una progettazione di sistema,
nel rispetto e nella valorizzazione delle autonomie.
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Note:
1
- L'allarme su questi dati è stato lanciato dal Presidente
della Regione Autonoma della Sardegna, in occasione della inaugurazione
del 443° anno accademico dell'Ateneo sassarese.
2 - Vedi i
dati in "Una laurea da paperoni per ottomila fuori sede",
La Nuova Sardegna, 29 settembre 2004, pag. 22.
3 - Vedi la
deliberazione del Senato Accademico del 3 febbraio 2003 e il discorso
di saluto del rappresentante degli studenti, sig. Raimondo Derudas,
al Capo dello Stato in visita a Sassari, il 4 febbraio 2004.
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