Facoltà di Giurisprudenza Università di Sassari


sito Ateneo

Francesco Sini
______

Linee programmatiche per la presidenza di facoltà

Triennio accademico 2009-2012

Premessa

Maturata con ampia consultazione preventiva, come è giusto fare per un organismo come la Facoltà che si autoriproduce per cooptazione, e quindi persone e programmi appaiono fortemente connessi, questa mia candidatura si muove sulla scia della continuità con la presidenza del professor Lobrano, “lunga” ed apprezzabile nei risultati. Voglio proporre, naturalmente, anche nuovi obbiettivi per la gestione della Facoltà; al fine di dare risposte tempestive ed efficaci alle nuove “turbolenze” che già si intravedono nell’orizzonte del prossimo triennio per la nostra università e, più in generale, per l’intero sistema universitario italiano.

Quando ho mandato la lettera di candidatura, era ancora in campo anche la candidatura del professor Pietro Pinna, il quale ha poi ritenuto di convergere sulla mia prospettiva programmatica, con espressioni di stima che mi hanno commosso e di cui sono molto grato. Questo fatto mi ha “costretto” ad una nuova dimensione di programma, dovendo rappresentare non più una sola parte, ma, in maniera unitaria, tutte le componenti e le istanze della Facoltà.

Con questo spirito unitario, propongo al voto del corpo elettorale alcune linee programmatiche che ritengo davvero essenziali, per accompagnare la crescita della Facoltà nel triennio accademico 2009-2012: questioni attinenti alla didattica ed ai servizi; proposte per una politica della Facoltà nell’Ateneo; proposte relative alla interazione tra didattica e ricerca scientifica; infine, dopo una riflessione sul valore dell’autonomia, sono delineati i principi e gli strumenti di gestione della Facoltà.

I

Didattica & servizi

(facoltà a dimensione dello studente)

I.1.Nella nostra Facoltà, per inveterata convinzione e prassi consolidata, lo studente viene percepito non come utente dei servizi offerti, né tanto meno come cliente consumatore di cultura, ma come titolare di un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica: all’alta formazione, al perfezionamento, alla specializzazione; dunque, gli studenti sono parte integrante della comunità accademica (Universitas) e determinano la stessa esistenza della Facoltà.

Da ciò consegue la contrarietà a qualsiasi limitazione dell’accesso e l’esigenza di preservare e valorizzare l’Università pubblica. Ma questo – per la Facoltà – significa anche dover mettere a disposizione, nell’esercizio della didattica, tutte le competenze maturate dai suoi docenti nel campo della ricerca scientifica; veicolando i risultati conseguiti nella ricerca con tecniche e strumenti di comunicazione, che li rendano fruibili agli studenti nell’apprendimento specialistico proprio degli studi universitari.

I.2.Gli anni di presidenza del prof. Lobrano sono stati caratterizzati, a fianco del potenziamento della didattica tradizionale, dalla creazione dell’insegnamento telematico e dalla promozione della “alfabetizzazione” informatica.

Nel campo dell’insegnamento telematico, rovesciando il meccanismo della didattica a distanza, si sono privilegiate le istanze di comuni e territori della nostra Regione, come risposta alla marginalità ed agli alti costi della residenza nella sede universitaria. Va osservato che, alla lunga, questa prospettiva si è dimostrata più vitale e dinamica rispetto alla tradizionale didattica a distanza, proposta ad esempio da UniSofia.

L’“alfabetizzazione” informatica è stata perseguita con grande determinazione (ed efficacia di risultati) sia mediante l’introduzione di una apposita materia di insegnamento, sia istituendo presso la Facoltà corsi di Patente Europea del Computer ed abilitando la Facoltà di Giurisprudenza al ruolo di “Test Center” accreditato e sede di esami per il conseguimento dell'ECDL.

I.3.Nella valutazione della didattica, scontiamo la complessità della “didattica di massa”; da qui la necessità di uno forzo ulteriore per adeguare i buoni risultati conseguiti alle tecniche ed ai parametri di rilevazione dei dati statistici. Se non saremo in grado di correggere questo aspetto, rischiamo seriamente di compromettere la stessa attività futura della Facoltà, laddove prevalesse all’interno dell’Ateneo una rigida applicazione della “cultura della valutazione” per la ripartizione dei finanziamenti.

I.4.Nel triennio accademico 2009-2012, dobbiamo proseguire con rinnovato impegno nella ristrutturazione della didattica (che pure deve essere assunta a problema di Ateneo e che coinvolge, in qualche misura, sia la Scuola per le professioni legali, sia il Dottorato di ricerca):

- applicando con rigorosa determinazione il “Progetto di potenziamento della didattica: prevenzione della dispersione degli studenti in corso, recupero degli studenti inattivi e degli studenti fuori corso”, recentemente approvato dalla Facoltà; con verifiche annuali dei risultati e la riproposizione di progetti similari per il prossimo triennio;

- potenziando, nel contempo, anche l’insegnamento telematico della Facoltà, con la formazione di una “squadra” di docenti, particolarmente vocati all’insegnamento in video, i quali abbiano la volontà di acquisire competenze specifiche sulle tecniche, gli strumenti ed i contenuti dell’insegnamento telematico; da affiancare agli ottimi tecnici ed amministrativi che già si occupano della teledidattica;

- assicurando un processo rispettoso della formazione degli studenti, con monitoraggi della base culturale di partenza, del grado di apprendimento in corso ed infine della congruità dei risultati finali;

- continuando il processo di internazionalizzazione della Facoltà (con la massima valorizzazione del programma Erasmus), per offrire a studenti e ricercatori spazi ed opportunità nella prospettiva del giurista europeo e dell’inevitabile confronto tra i grandi sistemi giuridici contemporanei.

I.5.Quasi inutile dire che qualsiasi risultato positivo potrà ottenersi, solo, salvaguardando la libertà di insegnamento dei docenti, la progressione delle carriere nell’equilibrio tra i diversi settori disciplinari, il pluralismo culturale nei singoli insegnamenti.

I.6.Allo stesso tempo, il raggiungimento di questi obbiettivi richiede l’impegno, e la partecipazione convinta, di tutti gli studenti ed in particolare dei rappresentati degli studenti. La loro sintonia con il corpo studentesco (depurata da inevitabili aspetti “sindacali”) sarà utilissima nel costante monitoraggio del nostro lavoro per rendere la didattica della Facoltà sempre più incisiva, anche riguardo ai parametri della valutazione di Ateneo.

I.7.Infine, ma non ultimo, il problema dei servizi e degli spazi. La redditività della didattica passa anche per una maggiore estensione temporale dei servizi offerti agli studenti e per una massimizzazione degli spazi messi a loro disposizione. Si tratterà di studiare modalità e tempi, che in nessun caso dovranno incidere sul carico di lavoro del personale tecnico-amministrativo attualmente strutturato nella Facoltà.

 

II

“politica” della Facoltà nell’ateneo

In questi anni passati la Facoltà di Giurisprudenza ha dovuto “esternalizzare” iniziative strategiche per la sua crescita ed il suo buon funzionamento. I contesti sono ben noti ed anche le cause quasi mai imputabili alla Facoltà.

Ora, l’elezione del professor Mastino per il triennio rettorale 2009-2012 costituisce un evento positivo, che potrebbe rendere più stretti i rapporti tra la nostra Facoltà e l’Amministrazione centrale dell’Ateneo. Molti punti del programma del professor Mastino sono ampiamente condivisibili; resto convinto che la Facoltà farebbe bene a lasciarsi coinvolgere nell’attuazione del programma rettorale, collaborando per quanto possibile con il nuovo rettore, a condizione che:

1)si determini la volontà di ricominciare ad usufruire del “sapere” giuridico della Facoltà nell’azione di governo dell’Ateneo;

2)si affronti da subito, assumendola a problema di Ateneo, l’esigenza di interventi mirati a favore di quelle facoltà che soffrono, nei sistemi di valutazione, gli effetti negativi della “didattica di massa”; poiché risulta più che evidente che in presenza del numero di accessi programmato i parametri sarebbero di certo positivi;

3)si stabiliscano regole certe per le risorse finanziarie da destinare alle strutture periferiche, nonché tempi certi nei trasferimenti dei fondi alle facoltà, ai dipartimenti e agli altri centri di spesa;

4)si promuova un triennio costituente volto a significative modifiche dello Statuto di Ateneo e dei regolamenti ad esso connessi;

5)si rimuovano rapidamente gli “ostacoli” che hanno impedito finora alla Facoltà di partecipare ad UniSofia, integrando in quella esperienza la specificità dell’insegnamento telematico della Facoltà di Giurisprudenza;

6)nel caso di servizi erogati sia dall’amministrazione centrale, sia da strutture periferiche, al fine di evitare doppioni ed inutili sprechi di risorse finanziarie, si applichi sempre la regola dei migliori risultati per determinare l’unica struttura di Ateneo incaricata del servizio.

III

Interazione tra didattica e ricerca scientifica

III.1.Pur essendo le facoltà universitarie preposte al conferimento di gradi accademici, e quindi all’insegnamento ed all’alta formazione, non per questo risultano estranee o disinteressate alla ricerca scientifica.

E’ lo stesso processo che caratterizza l’insegnamento universitario a rendere le facoltà partecipi e protagoniste della ricerca scientifica: da un lato, infatti, sono noti ed innegabili i rapporti esistenti tra la buona qualità della ricerca scientifica e la buona qualità della didattica; d’altro lato è altrettanto conosciuto il processo di formazione e di selezione dei docenti universitari, interamente basato sulla valutazione meritocratica e comparativa dei risultati dell’attività di ricerca dei singoli candidati.

III.2.A questo processo non è certo estranea la nostra Facoltà, che per far crescere ed ottimizzare una buona qualità della didattica deve, necessariamente, avvalersi di un generale buon livello della ricerca scientifica nelle diverse aree disciplinari degli insegnamenti impartiti. Ne consegue un interesse precipuo a promuovere e valorizzare ulteriormente gli innegabili risultati positivi della ricerca scientifica, potenziando sinergie ed interazioni, in primo luogo con i dipartimenti di afferenza dei docenti della Facoltà: il Dipartimento di Scienze Giuridiche, il Dipartimento di Economia Istituzioni e Società, il Dipartimento di Economia Impresa Regolamentazione; in secondo luogo, nella prospettiva di una crescente internazionalizzazione della didattica, con le sempre più numerose facoltà di Università estere a cui ci legano rapporti più o meno stretti di collaborazione accademica.

IV

Valore dell’autonomia

e gestione della Facoltà

IV.1.In caso di elezione sarà mia massima preoccupazione tutelare, salvaguardare e rafforzare l’autonomia della Facoltà, poiché è proprio l’autonomia che garantisce collettivamente diritti e doveri di tutte le componenti della Facoltà (studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo) e rende l’azione e l’immagine della Facoltà coerenti con la sua funzione istituzionale. Un forte e cosciente senso di autonomia della Facoltà consente inoltre di annullare, o almeno di limitare in maniera rilevante, tutte quelle sollecitazioni, interne o esterne all’Ateneo, che inevitabilmente tendono a riverberarsi sulla “vita” della Facoltà.

IV.2.Nel “governo”della Facoltà propongo, in deroga al vigente Statuto di Ateneo, di tornare alla consuetudine della presidenza non reiterabile oltre i due mandati; considerando, da questo punto di vista, eccezionali e non ripetibili i tre mandati della presidenza del professor Lobrano. Per quanto esistano molte (ed ampiamente conosciute) giustificazioni che hanno reso l’evento non solo inevitabile, ma addirittura opportuno per il buon nome della Facoltà e per la considerazione che dobbiamo avere di noi stessi.

IV.3.L’esercizio della presidenza deve caratterizzarsi, a mio avviso, nel perseguire una ampia collegialità, coinvolgendo nella gestione della facoltà docenti, personale tecnico-amministrativo, studenti.

Come supporto alla gestione ordinaria della facoltà (che ha già un valido sostegno nel personale tecnico-amministrativo) propongo di istituzionalizzare un Consiglio di presidenza eletto dal Consiglio di facoltà, alfine di rafforzarne con l’elezione l’autonomia ed il prestigio di ciascun componente, anche di fronte al preside.

Per la didattica penso ad un ruolo di rilievo per i Consigli di corso di laurea; organi di indirizzo e di osservazione, indispensabili per conseguire gli obbiettivi caratterizzanti del triennio 2009-2012.

Per i problemi settoriali, sarà bene avvalersi di commissioni operative, permanenti o temporanee; mentre risulterà valorizzato il ruolo dei delegati del preside.

IV.4.Come ho già scritto nella lettera di candidatura, per dare un senso a questa dichiarazione di collegialità operativa, confermo che in caso di elezione designerò come Vice Preside il professor Domenico D’Orsogna, ordinario di Diritto amministrativo.

Sassari, 28 giugno 2009.

 

 

Sini-CV-2008 http://www.dirittoestoria.it/7/CV/Francesco-Sini-CV-D@S-2008.htm

Pubblicazioni fino al 2008http://www.dirittoestoria.it/7/CV/Francesco-Sini-Pubblicazioni-D@S-2008.htm

Relazioni, comunicazioni, conferenzehttp://www.dirittoestoria.it/7/CV/Francesco-Sini-Rel-Com-Conf-D@S-2008.htm

Promozione di convegni, seminari, conferenze, corsi integrativi fino al 2008http://www.dirittoestoria.it/7/CV/Francesco-Sini-Prom-Conv-Conf-D@S-2008.htm