A tale e tanta attività non potevano non seguire i riconoscimenti
ufficiali.
Relativamente allo stato giuridico, il Collegio gesuitico di
Sassari, dallinizio e fino al 1617, era una istituzione
avente il diritto di conferire, con validità di diritto
canonico, i gradi universitari nelle discipline di arti liberali
e teologiche.
Con
Regio Diploma del 9 febbraio 1617, il re di Spagna Filippo III
concedeva al Collegio gesuitico di Sassari il privilegio di
conferire i titoli accademici in Filosofia e Teologia, anche
agli effetti statali. Con tale privilegio sovrano,
il Collegio di Sassari diveniva una Università di diritto
regio. Quindi, a seguito dellistituzione della Facoltà
di Medicina e della Facoltà Diritto (questultima,
di fatto, già esistente) Filippo IV, con Regio Diploma
del 18 ottobre 1632, ampliava la precedente concessione, autorizzando
il Collegio di Sassari a conferire i gradi accademici in entrambi
i diritti, in medicina e in tutte le altre scienze e facendone,
così, uno Studio Generale.
Sotto
il governo sabaudo, lUniversità di Sassari fu restaurata
e ne fu sostituita la gestione gesuitica con una amministrazione
laica, dipendente dallo Regno. In conformità alle Regie
Costituzione sancite con il Regio Diploma del 4 luglio 1765,
il Corpo Accademico risultava composto dalle Facoltà
di Teologia, Leggi, Medicina, Chirurgia, Filosofia ed Arti,
con i rispettivi professori e dottori aggregati, scelti mediante
concorso e di nomina regia.
Le
Cattedre di Giurisprudenza erano inizialmente cinque: Istituzioni
di Giustiniano, Istituzioni di diritto canonico, Jus canonicum,
Digesto o Jus caesareum e Diritto feudale. Ad esse si aggiunsero
Storia del diritto, Procedura civile e criminale, Diritto costituzionale
ed amministrativo, Economia politica.
Nel
corso dei secoli e ancora durante lo Stato unitario, lUniversità
di Sassari rischiò più volte la soppressione,
ma la tenacia dei sassaresi, le loro liberalità e le
accese battaglie parlamentari evitarono sempre linfausto
proposito.
Nello Stato unitario, la Facoltà di Giurisprudenza ha
conservato costantemente il rango di massima istituzione accademica,
costituendo lunità didattica di livello più
elevato per lo studio del diritto.
Sia
in passato sia in tempi recenti, la Facoltà di Giurisprudenza
ha avuto docenti valorosissimi che hanno illustrato la scienza
giuridica nazionale. Fra i tanti, ricordiamo alcuni docenti
dellultimo secolo: Vincenzo Manzini (diritto civile),
Francesco Brandileone (storia del diritto), Salvatore Riccobono
(Diritto romano), Enrico Besta (storia del diritto), Flaminio
Mancaleoni (Diritto romano), Sergio Mochi Onory (Storia del
diritto), Lorenzo Mossa (diritto commerciale), Antonio Era (storia
del diritto), Giorgio del Vecchio (filosofia del diritto), Pietro
De Francisci (diritto romano), Arturo Carlo Jemolo (diritto
ecclesiastico), Giovanni Pugliese (Diritto romano), Giovanni
Pugliese (Diritto romano), Mario Viora (storia del diritto),
Massimo Saverio Giannini (diritto amministrativo).
Docenti
della nostra Facoltà hanno raggiunto i livelli istituzionali
più alti.
Ricordiamo i due Presidenti della Repubblica Italiana: Antonio
Segni (diritto processuale civile) e Francesco Cossiga (diritto
costituzionale).
Anche
la popolazione studentesca della Facoltà ha le proprie
glorie.
La nostra Facoltà ha dato alla Sardegna ed allItalia
ingegni eccelsi, docenti universitari, magistrati che hanno
ricoperto i gradi più elevati dellOrdinamento giudiziario,
consiglieri di Stato, alti funzionari ed una classe forense
tra le migliori dItalia. Ricordiamo per tutti: Pasquale
Tola (storico), Domenico Alberto Azuni (diritto marittimo) e
Giovanni Maria Angioj (politico).