Facoltà di Giurisprudenza Università di Sassari

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PROFILO STORICO

La storia della Facoltà di Giurisprudenza della Università degli Studi di Sassari, intimamente connessa a quella del Comune, inizia con la creazione del Collegio gesuitico di studi, fondato a Sassari nel 1562, sotto gli auspici di due grandi santi, Ignazio di Loyola (1491 - 1556) e Francesco Borgia (1510 - 1572, pronipote di papa Alessandro IV), come risulta dal carteggio tra s. Ignazio ed Alessio Fontana, conservato nell’Archivum Romanum Societatis Iesu, e dal memoriale “Instructio pro Collegi Sassaritani institucione”, edito nelle “ S. Francisci Borgiae Episulae” in Monumenta Historiae Societatis Iesu.

Alessio Fontana, segretario di Carlo V e Maestro del Razionale del Regno di Sardegna, rientrato a Sassari sua città natale, dispose, con testamento del 1558, che, dalla vendita dei suoi cospicui beni, si costituisse una rendita annua affinché i Gesuiti fondassero in Sassari un Collegio di pubblico insegnamento.

Il desiderio del Fontana venne realizzato nell’arco di quattro anni e nel maggio del 1562 si tenne la prima lezione.
L’esempio del Fontana fu seguito da altri benemeriti, tra i quali il vescovo Alepus, Gaspare Vico e l’arcivescovo Antonio Canopolo.

Fin dall’inizio, il Collegio Gesuitico di Sassari fu un Collegio universitario iure pontificio, ancora prima di completare la attivazione dei corsi necessari per conferire i gradi accademici indicati nel Breve Exponi Nobis, emanato dal Pio IV nel 1561 e secondo il quale " Ubi non est Universitas, nostri et externi Scholares ad gradus promoveri possunt in Collegiis ubi studuerint".

Nel 1611, nel Collegio, furono istituite le cattedre di Istituzioni di Giustiniano, di Canoni e della Ragion civile, dandosi inizio così agli studi di diritto basati sul giure romano e sulla ragione naturale, secondo la comune dottrina e col metodo didattico tradizionale del mos Italicus.

A questa data, il Collegio, che cominciava ad essere chiamato “Alma primaria Universitas Turritana Sacerensis”, era pertanto in grado di fornire corsi universitari sostanzialmente perfetti, attribuendo i gradi accademici agli studenti sardi, sino ad allora costretti a proseguire i loro studi presso università italiane o spagnole.


A tale e tanta attività non potevano non seguire i riconoscimenti ufficiali.
Relativamente allo stato giuridico, il Collegio gesuitico di Sassari, dall’inizio e fino al 1617, era una istituzione avente il diritto di conferire, con validità di diritto canonico, i gradi universitari nelle discipline di arti liberali e teologiche.

Con Regio Diploma del 9 febbraio 1617, il re di Spagna Filippo III concedeva al Collegio gesuitico di Sassari il privilegio di conferire i titoli accademici in Filosofia e Teologia, anche agli effetti ‘statali’. Con tale privilegio sovrano, il Collegio di Sassari diveniva una Università di diritto regio. Quindi, a seguito dell’istituzione della Facoltà di Medicina e della Facoltà Diritto (quest’ultima, di fatto, già esistente) Filippo IV, con Regio Diploma del 18 ottobre 1632, ampliava la precedente concessione, autorizzando il Collegio di Sassari a conferire i gradi accademici in entrambi i diritti, in medicina e in tutte le altre scienze e facendone, così, uno Studio Generale.

Sotto il governo sabaudo, l’Università di Sassari fu restaurata e ne fu sostituita la gestione gesuitica con una amministrazione laica, dipendente dallo Regno. In conformità alle Regie Costituzione sancite con il Regio Diploma del 4 luglio 1765, il Corpo Accademico risultava composto dalle Facoltà di Teologia, Leggi, Medicina, Chirurgia, Filosofia ed Arti, con i rispettivi professori e dottori aggregati, scelti mediante concorso e di nomina regia.

Le Cattedre di Giurisprudenza erano inizialmente cinque: Istituzioni di Giustiniano, Istituzioni di diritto canonico, Jus canonicum, Digesto o Jus caesareum e Diritto feudale. Ad esse si aggiunsero Storia del diritto, Procedura civile e criminale, Diritto costituzionale ed amministrativo, Economia politica.

Nel corso dei secoli e ancora durante lo Stato unitario, l’Università di Sassari rischiò più volte la soppressione, ma la tenacia dei sassaresi, le loro liberalità e le accese battaglie parlamentari evitarono sempre l’infausto proposito.
Nello Stato unitario, la Facoltà di Giurisprudenza ha conservato costantemente il rango di massima istituzione accademica, costituendo l’unità didattica di livello più elevato per lo studio del diritto.

Sia in passato sia in tempi recenti, la Facoltà di Giurisprudenza ha avuto docenti valorosissimi che hanno illustrato la scienza giuridica nazionale. Fra i tanti, ricordiamo alcuni docenti dell’ultimo secolo: Vincenzo Manzini (diritto civile), Francesco Brandileone (storia del diritto), Salvatore Riccobono (Diritto romano), Enrico Besta (storia del diritto), Flaminio Mancaleoni (Diritto romano), Sergio Mochi Onory (Storia del diritto), Lorenzo Mossa (diritto commerciale), Antonio Era (storia del diritto), Giorgio del Vecchio (filosofia del diritto), Pietro De Francisci (diritto romano), Arturo Carlo Jemolo (diritto ecclesiastico), Giovanni Pugliese (Diritto romano), Giovanni Pugliese (Diritto romano), Mario Viora (storia del diritto), Massimo Saverio Giannini (diritto amministrativo).

Docenti della nostra Facoltà hanno raggiunto i livelli istituzionali più alti.
Ricordiamo i due Presidenti della Repubblica Italiana: Antonio Segni (diritto processuale civile) e Francesco Cossiga (diritto costituzionale).

Anche la popolazione studentesca della Facoltà ha le proprie glorie.
La nostra Facoltà ha dato alla Sardegna ed all’Italia ingegni eccelsi, docenti universitari, magistrati che hanno ricoperto i gradi più elevati dell’Ordinamento giudiziario, consiglieri di Stato, alti funzionari ed una classe forense tra le migliori d’Italia. Ricordiamo per tutti: Pasquale Tola (storico), Domenico Alberto Azuni (diritto marittimo) e Giovanni Maria Angioj (politico).

 ultimo aggiornamento: Martedì 27.03.07 16:32
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